Prof. Elvio Campi – Verona 2001

La realtà che ci circonda è vista in modo diverso da ciascuna persona.

Per Giorgio Mazzurega la visione della natu­ra, degli elementi del reale, conduce ad una oggettività simbolica; essa è riprodotta con estrema sintesi, con accurato nitore formale. La scelta e I’ accostamento degli oggetti sono finalizzati a provocare allusività emoti­va: allora ci appare il mondo paesistico del­l’infanzia, oppure vediamo le figure idealizza­te dai volti femminili, e in fine l’insieme di ele­menti floreali che accolgono insetti e animali. Tutto ciò è coerentemente realizzato con estrema cura, nella ricerca di assolutizzare la linea, di dare valenza ai colori, di variare matericamente la superficie pittorica e la visione dell’oggetto rappresentato.

Così, mentre i colori sono equilibrati tonal­mente pur restando ad un alto registro cro­matico, si vede che la linea si muove sinuo­sa e morbida, senza l’asperità di voler rive­lare una realtà sofferta.

Infatti è proprio verso un mondo ideale e poetico, d’infanzia felice, di adolescenza non turbata che la pittura di Giorgio Mazzurega ci conduce, con una emblematica scelta di immagini volta ad evidenziare l’essenzialità, il significato “altro” delle cose. Anche l’elabo­razione formale si muove in sintonia idealiz­zante, quasi nell’intenzione di trascendere una realtà che può soffocare.

E’ con questa tensione, che “il quadro si evolve costantemente” ricevendo sempre più una maggiore cura e levigatezza, fino alla convinzione intima di aver trovato qual­cosa di spontaneo e autentico, di forma e di sostanza.